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el rei

Spettacolo di teatro visivo

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Regia, drammaturgia e interpretazione Xavier Bobés
          
           Audio e musica originale Julià Carboneras

           Scenografia e atrezzo Sandrine Veyry

           Video Albert Coma

           Regia degli attori Eric de Sarria

           Luci Julià Carboneras e Xavier Bobés

           Costruzione Piccolo Regno Daniel Benito

 

“ … e si ritrovò circondato di pezzi. Nulla aveva più senso. Il tutto non esisteva poiché mancava sempre quel pezzo insostituibile… “

 

Il Re della Solitudine è uno spettacolo visivo che rappresenta un universo pieno di nascondigli, strutture decadenti e personaggi solitari.

PLAYGROUND con questo spettacolo comincia un periodo dedicato alla ricerca di nuovi elementi scenici. Il processo di creazione inizia con il miscuglio di diverse discipline artistiche mediante il gioco del caso: si scrive un racconto, si inventa una prova/spazio di gioco chiamato “ regno della solitudine “ dove si provano i possibili dialoghi tra le varie discipline e si improvvisa con oggetti da un punto di vista poetico per ciò che sono stati e hanno significato per l’uomo attraverso il tempo e l’osservazione penetrare nel ricordo di questi oggetti per riscattare esperienze e sensazioni di coloro che li hanno toccati.

Gli oggetti che sono presenti in scena hanno qualcosa in comune: sono oggetti rotti, obsoleti. Esseri deambulanti delle profondità, mostri quotidiani fantastici persi nel tempo, liberi da codici, senza direzione. Personaggi che si sono ricostruiti, hanno modificato il loro aspetto. Situati dietro e dopo di tutto, nell’angolo, da mezzo lato intuiamo i viaggiatori diretti a nessun luogo, specialisti nel perdere tempo: fuggitivi, invisibili, senza forma concreta, pagliacci, dagli occhi piangenti e ridenti…

Troviamo anche una serie di oggetti- arrangiamenti per l’uomo per poter pensare ed esprimersi, per poter dare un ordine. Condotta distante, risultato immediato.

Osservare le forme e le essenze da un punto di vista umano. Cogliere il senso dei piccoli gesti senza grandi intenzioni. La semplicità della sincerità nelle cose. La complessità di ciò che è apparentemente irremovibile.

Inventare costruire uno spazio fuori dal tempo per apprezzare il valore del tempo, e con ciò, non avere fretta.

Distruggere e ricostruire gli oggetti da maneggiare, improvvisare e giocare con il caso, scrivere immagini e dare forma teatrale alle parole, la fotografia osservata come un elemento teatrale e mobile, il film che è immagine ricordata, pittura nell’area.

“ Il re della solitudine “ è uno spettacolo senza parole per tutte le diverse tipologie di pubblico.

 

Coproduzione del Festival NEO 2006, 6è Premi de Projectes d’Arts Escèniques Lleida 2005 y PLAYGROUND

Con la collaborazione del Departament de Cultura i Mitjans de Comunicació – Generalitat de Catalunya, L’Estruch de l’Ajuntament de Sabadell, Centre Cultural la Mercè de Girona, Cèl.lula Sant Mori y el Institut Ramon Llull